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La politica è fatta di scelte e di opinioni.
Quando una maggioranza prende una decisione, questa può essere condivisa o meno.

A prescindere, però, dall’essere d’accordo o meno su una scelta, quest’ultima deve essere sempre valutata in maniera oggettiva, considerando se il suo intento sia a beneficio o a svantaggio degli interessi dei cittadini. Bisogna sempre ragionare nel contesto del contemperamento degli interessi e valutare gli equilibri tra vantaggi e svantaggi di una scelta intrapresa. Fintanto che questo rapporto sia equilibrato o solo lievemente alterato, vuol dire essere sulla strada giusta.

Ma se questo equilibrio appare fortemente precario , si va incontro a manovre amministrative non regolari al benessere della popolazione. L’azione amministrativa di questa maggioranza nella gestione della zona industriale è a tal punto sproporzionata, da andare a calpestare e a ledere gli interessi di tanti proprietari terrieri e di imprenditori locali. La zona industriale, a parere dei consiglieri di Minoranza Mastroianni e Alidorante, è a tutti gli effetti un progetto attuabile, a condizione che questo progetto non vada a sopraffare gli interessi e a distruggere i sacrifici di lavoratori e proprietari terrieri che, da anni, aspettano di veder fiorire i loro terreni con costruzioni industriali.

Questa minoranza propone, dunque, di pubblicare un avviso pubblico che disciplina la possibilità, per i proprietari terrieri che vogliono partecipare attivamente alla costruzione di capannoni sui propri terreni entro un anno, di presentare una richiesta di permesso a costruire. A scadenza di questo periodo i terreni restanti, quelli per i quali non è stato manifestato alcun interesse o non è stata presentata alcuna richiesta, potranno essere affidati ad una società esterna, attraverso la procedura del progetto di finanza. La decisione attuale della maggioranza non appare congeniale agli interessi dei proprietari terrieri. Oltretutto, non sono stati rilasciati, da questo Ente, in nessun caso i permessi a costruire a una decina di proprietari terrieri, già presentati da alcuni mesi.

Questo anomalo comportamento potrebbe spingere i proprietari terrieri ad intraprendere un’azione giudiziaria, che obbligherebbe il Comune non solo al rilascio del suddetto permesso, ma anche a ingenti risarcimenti. Dunque, la minoranza sarà disposta a votare per l’approvazione del progetto della zona industriale, purché vengano istituite le suddette condizioni, cioè priorità ai proprietari terrieri e imprenditori locali il cui fine è quello di vedere realizzato il desiderio di costruire dei capannoni con propri finanziamenti o europei, anche con la possibilità del 50\60 % a fondo perduto. Appare, questo, un punto d’incontro ragionevole tra le parti, oltre che l’opzione più congeniale ad assecondare l’interesse di molti proprietari terrieri.

Pertanto, questa minoranza richiedere la convocazione di un tavolo tecnico, con la partecipazione di rappresentanti di categoria, durante il quale si potrebbe proporre l’applicazione dell’art. 183 comma 1 del codice degli appalti: secondo questo articolo lo studio di fattibilità non è presentato da una società esterna, ma dalla pubblica amministrazione, la quale in questo modo mette tutte le ditte partecipanti sullo stesso livello, a differenza del comma 15 dello stesso art., attualmente applicato, secondo il quale viene consentito un diritto di prelazione al promotore che ha presentato la proposta, scoraggiando e disincentivando gli altri imprenditori a presentarsi in gara. Tale sistema non riesce ad alimentare il principio di maggiore partecipazione alla gara pubblica, quindi c’è minor possibilità di progetti migliorativi dell’opera. Si tratta di scelte che influenzeranno l’evoluzione e le sorti del nostro territorio e che quindi devono essere intraprese garantendo gli interessi di chi ne subirà gli effetti presenti e futuri.