Tempus fugit. Il tempo fugge.

Tabelle che non emozionano. Il lungo Walzer di alleanze e sudditanze.

L’adagio recita “chi ha tempo non aspetti tempo” e a ben guardare di giorni utili non ve ne sono rimasti tanti, con l’estate che incombe, la Covid fittiziamente alle corde per il caldo (più che per i vaccini) e una campagna elettorale che ha bisogno di almeno un mese per svolgersi.

Ecco che iniziano a comparire le prime sedi politiche con tanto di tabella con in bella mostra il nome dell’aspirante Sindaco e spendita del Simbolo di Piatto, come nel caso di Franco Pagano. E poco conta che queste iniziative non siano state forse ben concordate prima o che non si sia interpellato, irritandolo inevitabilmente, l’ex sindaco Gabriele Piatto; sulla carta il padre nobile di questa iniziativa. Si cerca di mettere qualcuno innanzi al fatto compiuto. Si cerca di farsi avanti per battere sul tempo gli altri. Sia ciò frutto del calcolo, della convinzione o della paura, questo non è dato saperlo.

Un po’ come fece il Manzoni con la metafora dei porcellini d’india, nell’undicesimo dei Promessi Sposi, appare necessario riacchiappare uno ad uno i vari personaggi e convogliarli verso la strada del racconto. Tutto al fine di rendere comprensibile a chi legge.

La confusione infatti si fa sempre maggiore e, come scritto alcuni mesi fa, gli schieramenti sembrano ingessati dall’intenzione del Professor Santarpia, manifestata in tutte le sedi possibili, di tentare ancora una volta l’assalto alla poltrona più alta. Un problema per qualcuno; un’opportunità per pochi; un imbarazzo per molti altri.

Lucio Santarpia è un contemporaneo e quindi gli si potrebbe chiedere lumi sulla sua strategia ma probabilmente egli ha semplicemente pensato di strappare all’ex compagine di Gabriele Piatto (che a dire il vero non si è strappato le vesti per questo) il pezzo più importante della scacchiera, l’ex vice sindaco Giuseppe Seguino. Si, insomma, introducendo Seguino nel suo enturage il Professore ha inteso rendere la partita ingiocabile per gli avversari che, cinque anni fa, vinsero di misura.

La cosa tuttavia non è piaciuta a tutti. E quando si scrive tutti ci si riferisce sia ad una parte della compagine che al Professore fa capo sia ad una parte del suo elettorato. Seguino che un po’ come Bruto, di cui Cesare diceva “non sa cosa vuole ma lo vuole fortemente”, ha stupito tutti avvicinandosi al Professore. Non pochi lo avrebbero voluto a capo di una sua lista. Progetto naufragato probabilmente perché egli stesso lo ha ritenuto poco attuabile, viceversa non si sarebbe avvicinato al Professore che non fa mistero dei suoi intenti. Il gruppo così detto “dei medici”, e che noi qui per semplicità chiameremo “gruppo Ippocrate”, per motivazioni varie non ha ancora potuto o saputo dire no alla chiamata del Professore. Intendiamoci, nessuno si è detto entusiasta ed ansioso di iniziare la pugna ma nessuno ha avuto il coraggio di dire di no al Prof. In breve, molti si sono detti favorevoli con la laconica formula “chi meglio di te … O Lucio” ma altrettanti hanno manifestato, più o meno apertamente, una certa indisponibilità a scendere in campo in prima persona. Indisposizioni varie si sono sprecate. Imbarazzo ha suscitato in loro la verve leonina di Santarpia, manifestatosi risoluto (contro ogni aspettativa) e sicuro della vittoria.

Ma non perdiamoci gli altri porcellini …

Nella parte bassa del tabellone, se questo fosse Wimbledon le persone che seguono (almeno sulla carta) non sarebbero teste di serie del primo gruppo, troviamo “la novità” rappresentata da un gruppo ormai consolidato e che vede come promotori i neofiti (non se ne rammarichino, potrebbe essere termine lusinghiero in politica) di Agoràcinque stelle e Biagio Magliulo e il ben più smaliziato Enzo Natale. Di assoluto interesse l’adesione di Biagio Magliulo all’iniziativa. Questo nome, infatti, agli analisti di politica locale dovrebbe dire molto. La sintesi sembra sia stata fatta da qualche giorno. Una formalità dovrebbe essere la scelta del nome del Sindaco. Non tanto per questione di numeri o di forza elettorale ma più che altro per manifesta attitudine al ruolo. Enzo Natale piace a molti. Fra essi però si annoverano anche gli appassionati di caccia alla Volpe.

Il dottor Natale appare sicuro e forte negli intenti. D’altro canto non gli si può negare la dote della perseveranza e della pazienza nel tessere il rapporto con i volenterosi, talentuosi ma irruenti pentastellati locali. Da poco sembra sia stato sottoscritto dagli appartenenti a questo gruppo un documento che tratteggia una cornice morale e comportamentale entro i cui limiti i partecipanti all’iniziativa, ben lungi dall’essersi chiusa, dovranno attenersi. Il tema è caro al gruppo Agorà e non costa nulla accontentarli. Specie se non son sconce le cose richieste. D’altronde, quando decidi di prender moglie o marito, almeno all’inizio, qualche concessione devi esser pronto a farla. Il tempo permetterà ai coniugi di scegliere quali sono quelle cose su cui non transigere è futile, ancor più che sciocco.

Questo gruppo tuttavia sa di doversi allargare e sa che per farlo deve ottenere l’adesione di una parte, anche non totalitaria, dell’elettorato di Santarpia. Si sta parlando del prima citato gruppo Ippocrate: Marino – Sabatino – Tessitore etc. Difficile che Lucio Santarpia si faccia da parte e lasci campo libero a Natale e ai suoi, ma il Professore non è certo pronto a ripetere l’esperienza del 2016 e sa che una terza lista è utile solo se a eterodirigerla è lui stesso (come la lista delle donne nel 2011). Dicevamo, se Santarpia decidesse di lasciar stare, questo lascerebbe liberi i riverenti di poter (anche indirettamente) innestare propri droni nel progetto di Natale e Agorà ma, inevitabilmente, spingerebbe Giuseppe Seguino alla corte di Franco Pagano.

Impossibile? A Frignano si è visto di peggio. Un vecchio adagio rinascimentale che si spende benissimo anche nella Frignano del XXI° secolo, recitava: Franza o Spagna, purché se magna. E potrebbe aggiungersi “presto” prima che il piatto si freddi e diventi immangiabile.

di
Michele Sabatino