Frignano: L’opposizione dice NO, Fantasioso Bilancio del Comune circa 5milioni di euro di contenzioso

Frignano: Approvato il bilancio. Frignano nel Cuore dice no. Il Comune sull’orlo del dissesto.

Nell’ultimo Consiglio Comunale del 17 aprile il gruppo di Frignano nel Cuore ha votato contro l’approvazione del bilancio e ha chiesto alla Maggioranza guidata dal Sindaco Piatto di verificare se vi siano i presupposti per adottare una delibera di riequilibrio finanziario: il così detto “pre-dissesto” di bilancio (art. 243 bis del TUEL).

La richiesta, incresciosa e preoccupante, si fonda sul pericolo temuto dalla minoranza che il bilancio comunale approvato sia totalmente squilibrato; sia per quanto riguarda le previsioni di entrate tributarie, sia per ciò che concerne gli impegni futuri derivanti da alcuni contenziosi di valore rilevante.

La minoranza ha ragione di credere che il Comune stia perdendo (o ha già perso) alcuni importanti contenziosi per un valore complessivo di circa cinque milioni di euro, a fronte di un accantonamento in bilancio di fondi per futuri rischi di soli trentamila euro.

“Abbiamo chiesto a più riprese di conoscere lo stato del giudizio, il grado di probabilità di soccombenza e i valori della lite dei contenziosi in atto. Una certa documentazione in copia, priva di qualsiasi relazione, ci è stata consegnata solo in sede di Consiglio Comunale. Nelle prossime ore la studieremo”. Così precisa il capo gruppo Luigi Sabatino.

I contenziosi che vedono impegnato il Comune di Frignano sono molti ed alcuni di essi sono effettivamente significativi, se solo ci si riferisce all’importo. Primo fra tutti quello che ha visto il Comune di Frignano soccombere nei primi due gradi di giudizio contro la società Acqua Campania SpA. Valore della lita circa due milioni euro. Il Comune dovrà ricorrere alla Cassazione, benché le speranze di prevalere siano davvero esigue.

Vi è poi il contenzioso aperto nei confronti della ditta PROLAV per ciò che concerne i lavori di ristrutturazione della scuola media Luca Tozzi, il cui risultato appare incerto, per un valore non trascurabile di oltre 700.000 euro che, stando a voci di corridoio, il Comune avrebbe già perso.

Annosa è anche la questione del contenzioso con la fondazione Loreto (la Diocesi di Aversa, per intendersi) per la vicenda delle IACP che il Comune, rimasto unico debitore (la Cooperativa costruttrice è fallita e chiusa) potrebbe essere chiamato a pagare per un importo di poco superiore al milione e ottocentomila euro. E’ appena il caso di ricordare che la vicenda, che ha specularmente interessato molti altri comuni della Provincia, ha visto quasi sempre soccombere questi ultimi.

Ad aggiungersi ai citati contenziosi vi è poi quello che vede il Comune contrapposto ancora alla società Acqua Campania, per un importo di oltre un milione di euro, per un errore madornale commesso dall’Ente perché ha corrisposto per “disattenzione” gli importi alla società C.I.T.L. invece che alla società Acqua Campania. Clamoroso e grottesco “scambio di Partita Iva”, insomma.

Ma la lista dei contenziosi sarebbe ancora lunga: da quello che oppone l’Ente alla Fingestim a quello instaurato dalla Euroservizi.

Quindi, circa cinque milioni di euro di contenzioso per un accantonamento in bilancio di un fondo di soli 30 mila euro. Questo dato da solo, a giudizio di Frignano nel cuore, basta ed avanza per ritenere che non sussista alcun equilibrio di bilancio.

Le contestazioni della minoranza non si esauriscono qui. Forti sono le perplessità circa le presunte entrate, definite dalla minoranza fantasia pura di Piatto e dei suoi Consiglieri. Il Comune prevede di incassare nell’anno 2019 circa 70 mila euro dal condono edilizio, 380 mila euro dalle concessioni edilizie e dalle relative sanzioni e circa 400 mila euro dai tributi pregressi, ovvero dal recupero dell’IMU e dell’ICI dovuta e mai versata dai “contribuenti” Frignanesi. Da qui, per la minoranza, si può desumere quanto fantasioso sia il bilancio del Comune. Infatti, i dati dei trend di incasso del biennio 2017 – 2018 fanno rabbrividire gli appassionati di percentuali. Dei 70 mila del condono (previsti ogni anno) il Comune ha incassato nell’ultimo biennio poco più di 11 mila euro, mentre dalle concessioni edilizie sono stati incassati, sempre negli ultimi due anni meno, della metà di quanto previsto.

Ciò non dimeno, il Bilancio non solo insiste su tale entrata, ma la aumenta dal 2018 al 2019, sebbene l’Amministrazione sia conscia del fatto che probabilmente la somma incassata sarà appena pari alla metà. Esilarante infine il discorso del recupero IMU ed ICI. Ogni anno in bilancio si riporta una entrata prevista di oltre 300 mila (nel 2019 addirittura di quasi 400 mila) ma in due anni il comune ha incassato “circa 1.600 euro”. Si, proprio così, meno di duemila euro, insomma.

Il risultato dell’analisi, per i consiglieri del gruppo Frignano nel cuore, è chiaro: “la differenza negativa fra entrate presunte e spese, riportata in bilancio per circa 260 mila euro, in realtà – precisa Sabatino – deve essere almeno triplicata, considerato che le previsioni di entrate ottimistiche, dati storici alla mano, sono al limite della fantascienza. Più che leggere il bilancio sembra quasi di leggere un racconto di Asimov”.

Una conclusione va poi tratta, a margine di questa impietosa fotografia scattata ai dati di bilancio, relativamente alla TARI. Una delle voci di Entrata di maggior spessore del Comune e, una volta riscossa, una delle voci di maggiore uscita per il pagamento del servizio di raccolta. I Frignanesi sembrano non tutti entusiasti dell’Imposta sui rifiuti, anche perché pagano per servizi non resi. Sul punto vi è da dire che una politica fallimentare della gestione dei rifiuti non ha permesso di raggiungere la percentuale del 65% di “differenziata”, necessaria a far diminuire la tassa. Ciò detto, è il caso di essere precisi, nel triennio 2016 – 2018 meno della metà della TARI dovuta è stata pagata dai contribuenti. Grossomodo il 40%. Questo ha, ed avrà, conseguenze sulle casse comunali che a fronte di quasi 4 milioni di euro di Tari preventivata ha incassato, nel triennio considerato, meno di un milione e ottocentomila euro. E il resto? Intanto il servizio va pagato alla società che lo assicura e il buco si allarga.

Ora la palla è nel campo della Maggioranza che tuttavia sembra non preoccupata e dimostra di voler prestare poca attenzione ai problemi di bilancio, ritenendo quasi tedioso e pretestuoso l’atteggiamento dei consiglieri di minoranza.

Un dissesto annunciato?

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