LETTERA APERTA
DISSESTO FINANZIARO: OPERAZIONE VERITA’

Cari concittadini,
il Consiglio Comunale nella seduta del 29/07/2022 ha approvato la delibera sulla dichiarazione del dissesto finanziario del nostro Comune. L’amministrazione comunale in carica non ha nessuna responsabilità di questo scenario economico che ha ereditato. La situazione era critica e nota a tutti da tempo e speravamo che potesse essere ripianata, mettendo in essere tutti i provvedimenti previsti per legge, da noi in passato suggeriti alla precedente amministrazione e mai da questa applicati.

In occasione dell’approvazione del rendiconto di gestione 2021 in Consiglio Comunale ho ripercorso ed elencato, brevemente, tutte quelle criticità, che anche nella veste di consigliere di opposizione, ho avuto modo di evidenziare nel corso di questi ultimi anni.

Ho ribadito, infatti, che già dall’esercizio 2019, la struttura economico-finanziaria dell’Ente appariva, in modo evidente, strutturalmente squilibrata e minata da una serie di difficoltà economiche. Io e gli amici consiglieri di minoranza segnalammo, sia in consiglio comunale sia a mezzo stampa, che il Comune era in predissesto e invitammo l’amministrazione precedente ad esaminare i documenti e a mettere in essere misure efficaci per evitare il dissesto, che a nostro parere era già in atto. Anche nell’agosto 2020 riaffermai che il rendiconto approvato evidenziava, come da relazione da noi protocollata, un disavanzo enorme di diversi milioni di euro.

Infine, in campagna elettorale del 2021 ebbi a dire che “le casse comunali erano in profondo rosso” e che ”il Comune era sull’orlo del baratro finanziario e si trovava in rianimazione per i contenziosi conseguenti ad una gestione distratta e allegra dell’amministrazione precedente che in un periodo di 10 anni aveva fatto poco e male”, mentre il consigliere Mastroianni della precedente amministrazione parlava di “debiti virtuali”.

Sono stato ahimè un profeta inascoltato.
Con l’approvazione del rendiconto 2021 questa amministrazione ha portato a termine quella che io ho definito “Operazione verità”, cioè la redazione di un documento contabile il più possibile veritiero e prudenziale, che rappresentasse in modo chiaro e preciso l’effettiva situazione economico-finanziaria dell’Ente.
E’ emerso, quindi, un disavanzo totale di quasi 10 milioni di euro, cifra iperbolica, come ebbi modo di sottolineare, rispetto alla dimensione del nostro Comune.
Dall’analisi accurata eseguita dagli uffici non vi è stata la possibilità di redigere un bilancio di previsione che riuscisse a dare copertura alle esigenze finanziarie minime dell’Ente e, contemporaneamente, a ripianare il deficit pregresso, sia pure in quota parte.

Non ci sono state le condizioni per fronteggiare una simile situazione con ordinaria modalità di risanamento nemmeno ricorrendo alle procedure di equilibrio finanziario. In realtà non c’erano neppure prima, ma quelli che ci hanno preceduto avevano scelto la strada del silenzio, con qualche trucchetto contabile oggi non fattibile. Si era nascosta la polvere sotto al tappeto. Appare evidente che l’Ente diversamente da quanto sostenuto da una parte dell’opposizione, versa in tutte le situazioni e o condizioni previste dall’articolo 244 TUEL per la dichiarazione di dissesto, che non può essere considerato un capriccio e/o questione di principio dell’Amministrazione ma, bensì, un inderogabile obbligo imposto dalla norma.

L’Ente è in condizioni di dissesto per la presenza contemporanea di:
• un grave disavanzo di amministrazione non ripianabile dalle entrate derivanti dalla gestione ordinaria;
• numerosi debiti fuori bilancio ai quali non può dare copertura per mancanza di adeguate risorse. Non sono noti i motivi per i quali non sono stati fatti emergere i debiti, mai portati a conoscenza dei cittadini. Abbiamo dal nostro insediamento già riconosciuto 350.000 euro di debiti fuori bilancio di anni precedenti ed esistono altri pignoramenti;
• ingente mole di contenzioso che determina posizioni debitorie mai palesate che di fatto rendono insanabile l’equilibrio del bilancio comunale;
• gravi difficoltà per l’assolvimento delle funzioni e dei servizi essenziali.

La constatazione di tali condizioni prevede l’obbligo di dichiarare il dissesto finanziario.
La scelta di questa amministrazione era l’unica perseguibile, obbligata, come da relazione tecnico-finanziaria del responsabile del settore economico finanziario e del Revisore dei conti del Comune, che è la figura professionale esperta in bilancio, contabilità e controllo.
Ma c’è di più.

Sono state volutamente e palesemente sottaciute le conseguenze “positive” della dichiarazione di dissesto ovvero :
1. cristallizzazione dei debiti, che non producono più interessi né sono soggetti a rivalutazione monetaria;
2. estinzione delle procedure esecutive in corso;
3. conseguente inefficacia dei pignoramenti eventualmente eseguiti;
4. impossibilità di intraprendere o proseguire azioni esecutive nei confronti dell’ente.

La decisione, pertanto, non è stata scellerata, come definita da Mastroianni, Simonelli e Alidorante su articoli di stampa, ma è stata ponderata a lungo, sofferta ed inevitabile.
Nel consiglio comunale in cui è stato approvato il dissesto, Mastroianni ex-assessore nonché vicesindaco della precedente consiliatura ha cercato con le sue inesatte considerazioni di aggrapparsi agli specchi, nonostante avesse espresso voto favorevole all’approvazione del rendiconto di gestione 2021 (votato solo poche settimane prima) da cui emergevano proprio i dati che avrebbero condotto al dissesto e che, illustrategli analiticamente dai tecnici, lo smentivano nei fatti.

Purtroppo non ha recepito: “non c’è peggior stolto di chi non vuole capire”. Ha tentato in maniera maldestra e fantasiosa di difendere il suo operato con il quale ha contribuito durante la precedente amministrazione, non poco, a far raggiugere l’attuale situazione di dissesto.

Un ulteriore “inesattezza” del trio della minoranza riguarda la lamentata adozione della procedura di riequilibrio finanziario mediante il ricorso all’art.243-bis del TUEL. Infatti, questa procedura oltre a prevedere, come per il dissesto, gli stessi obblighi di incrementi di aliquote tributarie (tasse peraltro già portate a massimo dalla precedente amministrazione) non impedisce, a differenza del dissesto, le azioni di recupero coattivo da parte dei creditori (con aggravio di oneri ed interessi) e non consente, neanche, la definizione transattiva delle partite espositive. Difatti, la scelta proposta da Mastroianni, al solo fine di tutelare la propria precedente inoperosità ed incapacità, sarebbe stata la classica scelta dello struzzo che mette la testa sotto terra per non vedere ciò che è accaduto, rimandando i problemi alle generazioni future.

Viene naturale chiedersi dove fosse il Mastroianni? e cosa stesse facendo. Distratto da altre cose a lui più congeniali, ha fatto finta di non vedere e di non sapere contribuendo a rendere questa situazione ingestibile e onerosa per la cittadinanza.
Simonelli, pur non intervenendo sul tema, ha votato contro il dissesto senza motivare, mentre in campagna elettorale asseriva che il Comune era in dissesto. Ha espresso voto contrario in dissonanza, cosa gravissima, con il suo capogruppo Natale, candidato sindaco della stessa lista ed espertissimo in materia di bilancio. Ha dimostrato la sua incoerenza e il suo dilettantismo politico, perchè in campagna elettorale fatta all’insegna del bilancio, per la chiarezza dello stato delle casse comunali, sosteneva che la situazione economica era molto delicata: in predissesto o dissesto.

La consigliera Alidorante non si è presentata in Consiglio comunale per esprimere la sua opinione. Chi è stato assente non ha diritto di parlare.
La maggioranza in Consiglio comunale con l’approvazione della delibera dello stato di dissesto si è assunta la responsabilità di una vera classe dirigente, facendo emergere la verità con atti ufficiali, mentre i consiglieri di minoranza (Mastroianni, Simonelli e Alidorante) cercano spudoratamente con ignobili e false strumentalizzazioni di falsare la realtà per trarne eventuali futuri consensi elettorali.

Concludo, cari concittadini, che la strada percorribile era una sola: la dichiarazione del dissesto finanziario, atto dovuto di grande senso di responsabilità, di trasparenza e di rispetto verso la popolazione, che dovrà rappresentare non tanto la fine di un percorso quanto l’inizio del vero e, speriamo, definitivo risanamento finanziario del nostro Comune.

E’ un momento difficile per il paese e questa amministrazione, nonostante la situazione economica, impegnerà tutte le sue energie per garantire al meglio, con coraggio e dignità, l’assolvimento delle funzioni indispensabili per il futuro di Frignano.

Il sindaco
Lucio Santarpia