Immuni dai tributi
Quell’errore burocratico, rivelatore della verità, che impone una riflessione e forse concede un’opportunità.

Nella prima serata di venerdì scorso è stata pubblicata, nell’albo pretorio del Comune di Frignano (sembra per un errore figlio del maldestro uso d’un file Excel), la lista dei cittadini che risultano morosi nei confronti dell’Ente comunale, e quindi della collettività, in relazione alle imposte Tari, Tasi e Imu.
Qualcuno, inizialmente, si era augurato si trattasse di una celia, ma così non è. Tutto tragicamente vero.

La lista, che conteneva nomi, cognomi, ragioni sociali, dati fiscali e naturalmente il debito tributario sin qui accumulato da ciascuno, è stata prontamente rimossa allorquando gli addetti e i responsabili si sono avveduti della gaffe telematica commessa. Purtroppo l’era informatica non ammette di questi errori e, prima che venisse sostituita con un elenco meno prodigo di dati, la lista è finita sugli smartphone di buona parte della cittadinanza, e ci sta arrivando ancora in queste ore, per effetto di quel meccanismo che nel “secolo dei social” tramuta in “virale”, con una velocità impressionante e orfana di alcuna pietà, i fatti, le foto, i meme, i gabbiani abbandonati e quindi anche le “scivolate”.

Imbarazzo in camera caritatis è stato mostrato sin qui dall’Amministrazione del Sindaco Santarpia, ma senza alcuna ufficialità (e ci mancherebbe). Nessun commento è stato rilasciato dal Primo cittadino o da elementi del suo entourage. Abbottonarsi tuttavia in queste circostanze appare inutile. Una cosa è certa, dato il fenomeno noto, c’è da scommettere circa il fatto che l’evasione, anche a Frignano, sia un fatto assolutamente trasversale e quindi è logico aspettarsi di trovare in questo elenco sia sostenitori della maggioranza sia sostenitori delle “minoranze”.
Sin qui la cronaca.

Naturalmente un errore del genere ben si presta ad alimentare polemiche, critiche e insinuazioni provenienti sia dai cittadini messi alla berlina sia dal consolato di opposizione MastroianniNatale, intenti ultimamente in amorevoli “prove di matrimonio”.

Chi ha sbagliato? E’ stato uno sbaglio? Domande legittime che tuttavia, nonostante le doverose e rigorose leggi che regolano la privacy, potrebbero essere del tutto superficiali. Nei documenti letti si osserva che le posizioni morose dei privati cittadini e delle attività commerciali di Frignano sono circa 3.600 e che tutti loro risultano esposti per un totale di quasi due milioni e settecentomila euro! Quasi due milioni e centomila euro di Tarsu (Rifiuti), oltre centomila euro di Tasi e quasi cinquecentomila euro di IMU. Numeri da Afghanistan, insomma.

Un credito tributario stratificatosi negli anni che incide quasi per la metà sul complessivo passivo comunale e che, naturalmente, non può essere ascritto a nessuno in particolar modo se non a chi non paga. Si è di fronte ad un folto gruppo di “intelligenti” (e guardando bene la lista non si tratta di incapienti) che, con ogni evidenza, si dichiarano intellettuali di successo e sembrano essere d’accordo col Premio Nobel J. M. Keynes “… sfuggire alle tasse è l’unica impresa intellettuale che offra ancora un premio.”

Chi ha sbagliato, con ogni probabilità, ne risponderà e forse sarà anche chiamato a pagare. Il punto è però capire se a pagare saranno anche i morosi, una volta esposti alla pubblica gogna. Sotto il profilo squisitamente politico vanno infatti elaborate una sintesi più rigorosa ed una più rapida e efficace risposta al fenomeno, ormai giunto ad un livello patologico, da collasso finanziario che ci sia aspetta arrivi da qui a breve.

In sostanza, risolvere il tutto non mostrando alcuna benevolenza nei confronti di questo errore potrebbe risolversi in una scelta politica largamente incompleta se ci si dovesse rifiutare di tramutarlo anche in una opportunità. Per farlo tuttavia vi sono condizioni assolutamente imprescindibili. Se è possibile a qualcuno non pagare è solo perché la macchina comunale trova difficile riscuotere. Se c’è una falla si tappa il buco, se c’è una foratura si ripara lo pneumatico, se infine c’è difficoltà a riscuotere i tributi dovuti ci si rivolge ad un esattore più attento e performante, laddove non si è in grado di fare con i propri mezzi ovvero con l’Agente pubblico della riscossione.

Esternalizzare un servizio pubblico così delicato non è mai una scelta da assumere a cuor leggero, ma consentire che questa situazione continui significa offendere e vessare la metà dei frignanesi che, a volte anche con sacrifici familiari, rende alla comunità quel che è dovuto. Questa “quarta forza”, – tre siedono in Consiglio Comunale – quella della gente che fa il proprio dovere, potrebbe e dovrebbe indignarsi in caso di “inerzia” da parte delle forze politiche, tutte, se queste non dovessero risolversi in una condanna aperta, più che nei riguardi di chi ha pubblicato erroneamente la lista, nei confronti di chi ritiene di essere furbo.

Scritto dai Cittadini