“Riceviamo ed inoltriamo”

Sadducei, Farisei, Parvenu e déjà vu.
Perché le cose non possono cambiare.

Bisogna che tutto cambi, affinché tutto resti com’è. Se Tomasi di Lampedus fosse stato un frignanese e se invece di scrivere “il Gattopardo” avesse voluto scrivere “il frignaniota”, sicuramente così avrebbe sentenziato.

Il tramonto del piattismo (e nessuno pensi ai terrapiattisti, per favore) ci consegna un quadro politico in divenire, in attesa delle elezioni della prossima primavera, tra il déjà vu e il non se ne può più. La rima in questo caso non era ricercata. Nonostante da più parti si cerchi in ogni modo di proporsi come il “nuovo” la verità appare molto diversa e, benché sia suggestivo parlare di “quadro evolutivo”, a parere di chi scrive nulla è mai parso più stagnante e ripetitivo.

Le elezioni regionali sembrano aver smosso le acque, così com’era ampiamente prevedibile, e l’unica vera novità è la “zanninizzazione” dell’ala magnatizia di “Frignano nel cuore”, che si è spaccata fra: quelli che tra una cena e l’altra col neo eletto consigliere regionale Zannini cercano di avanzare l’ipotesi di un Biagio Magliulo Sindaco e quelli come Enzo Natale che invece se ne vanno (senza sbattere la porta, attenzione) per confluire da padre nobile, possibilmente da “apice” e candidato Sindaco, nell’esperimento in atto nel circolo neo costituitosi in Piazza (l’ennesimo). Quest’ultimo progetto sembra finalizzato a costruire una proposta politica che possa avvantaggiarsi del consenso popolare di uno smanioso Giuseppe Seguino ridimensionatosi nelle pretese dello scranno più alto. Queste ipotesi tuttavia, entrambe, non hanno ancora ricevuto il “nulla osta” del professor Santarpia che per ora pare non voglia neppure sentirne parlare, ma dai cui cenni tutto potrebbe dipendere.

La divisione di quest’area politica frignanese che potremmo quasi definire “sadducea” (e che mai si è veramente capito se sia stata avversa o meno a Piatto) è controbilanciata dalla ipotesi “farisea” di una candidatura da parte del Movimento cinque stelle che, stavolta, sembra aver deciso di dover contare anch’esso alle amministrative.

Arrivati sin qui il solo formulare ipotesi richiede enorme fantasia ed è quasi impossibile restare sulla cronaca senza scadere nel romanzo. I pentastellati a Frignano esistono e la “sezione” (sperando che il termine non offenda nessuno) in piazza della Repubblica lo testimonia. Anche la presenza di un deputato autoctono, per quanto eletto in un collegio diverso e poco pervenuto, farebbe pensare ad una presenza importante sul territorio. E ciliegina sulla torta, da poco è stato eletto un consigliere regionale “giallo” con numerose parentele in quel di Frignano. Tuttavia, anche volendo tralasciare il fatto che il Movimento è al momento (a livello nazionale) in “terapia intensiva”, bisogna dire che a livello locale esso non ha la possibilità di spendersi le famose carte che nel passato recente, a livello nazionale, hanno avuto fortuna politica: onestà, merito, trasparenza, capacità, democraticità. Diciamocela tutta: questi argomenti non hanno mai riscosso grande successo ed importanza fra frignanesi che vanno al voto, men che mai in sede di amministrative, laddove il tutto appare ancora un affare “di famiglie”, “di potentati” e “di amicizie” più o meno disinteressate. L’impressione è che dall’alto (o da Pomigliano, che poi è a livello del mare) si chiederà ai pentastellati di farsi sentire nei comuni, almeno in quelli meridionali.

Al nord infatti, come ammesso da alcuni importanti esponenti pentastellati, il movimento gode della stessa salute di Dio: praticamente morto. La domanda è: “possibile che alle amministrative di Frignano i cinque stelle possano far bene e andare oltre la presenza simbolica?No è la risposta. La storia recente ci insegna che tre o quattro liste sono troppe e in genere gli ultimi presentatisi ultimi restano. Diremmo che non c’è molto futuro per questa impresa e forse i cinquestelle stessi lo sanno, ma in queste cose, così come nei matrimoni, è meglio non mettere dito.

Appaiono infine troppi i dubbi di Enzo Mastroianni (al di là di ciò che l’eterno candidato Sindaco dice) che farebbe volentieri a meno di cimentarsi in questo “triello” o “quadriello” con Biagio Magliulo e ciò che resta di “Frignano nel cuore” rafforzata da qualche ex amico di Piatto, con l’accoppiata Enzo NataleGiuseppe Seguino, da tanti signorotti locali così caldeggiati ed infine dalla Lista del Movimento cinque stelle, in via di allestimento. Troppe le perplessità per quello che a Frignano potrebbe essere tranquillamente ribattezzato “la vecchia signora”.

Nessuno come Mastroianni ha lo stesso numero di estimatori e detrattori. Così come la Juventus di Torino: o lo si “ama” o lo “si odia”. Vie di mezzo non sono proprio possibili. Egli deve candidarsi o almeno così parrebbe dire la storia, supportata dalla logica. La domanda è sempre la stessa: gli conviene? Potrebbe addirittura pensare, lui che sa farsi spazio agevolmente nelle strette maglie del compromesso, di optare per l’ennesima candidatura “in lista” in qualcuna di quelle in preparazione. Ma questo francamente non gli farebbe onore, e forse non pochi gli opporrebbero il veto.

Il punto è che la politica per molti è un tunnel. E se entrarvi è molto facile uscirvi non lo è altrettanto. Tante chiacchere spese solo per scattare oggi una diapositiva che forse sarà quanto di più lontano da ciò che alla fine si materializzerà a maggio. Perché i giochi a Frignano si fanno tra aprile e maggio stesso. Non importa affrettarsi perché non c’è nulla di cui discutere. Alla fine si tratta solo di nomi … sempre gli stessi.

di Michele Sabatino